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Servizio Provinciale
Arte Contemporanea
Sito in fase di aggiornamento a seguito del riordino delle Province (L. 56/14 e L.R. Marche 13/15)

Loreno Sguanci

Sguanci nel suo studio (foto L. Dolcini)
Porta a mare, 1976, Pesaro lungomare
Testimoni, 2000, "Sculture sotto il cielo" Furlo

Firenze 1931 - Pesaro 2011

Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte di Firenze, si diploma al Magistero di Scultura.
Nel 1952 si trasferisce a Pesaro, per insegnare discipline plastiche presso l’Istituto d’Arte; in questa città (in cui si stabilirà definitivamente) continuerà a sviluppare la sua personale ricerca scultorea, passando da una iniziale attenzione per il figurativo ad un indagine più rigorosa e maggiormente votata alla sperimentazione dei rapporti fra forme e materiali.
Al 1962 risale la sua prima mostra personale, presso la Galleria L’Obelisco di Roma.
Nel 1963 partecipa alla Biennale dei Giovani di Parigi, mentre nel 1965 è presente alla Quadriennale di Roma, con una sala personale dove espone opere di notevoli dimensioni, in legno e rame, in cui prevale la resa “organica” delle forme. Questa fase della sua ricerca artistica si caratterizzerà per la forza e per la dinamica del gesto, che permettere allo spirito vitale, inglobato in una materia ormai inerme, di fuoriuscire e di rendersi evidente alla vista e al tatto.
E sarà appunto il gesto a costituirsi come il canale preferenziale attraverso cui l’artista sceglie di aggredire la materia, lasciandovi tarsie grezze determinate dai solchi dello scalpello che, con il passare degli anni, si faranno via-via più leggeri e superficiali, delineandosi in assetti sempre più geometrici.

Nel corso degli anni Settanta lo studio del segno viene messo a confronto con i materiali più vari (legno, terracotta, pietra, plastica e carta) dove la trame s’infittiscono per creare intrecci chiaroscurali e scansioni plastiche, che arriveranno ad assumere innumerevoli valenze grafiche; tali esiti possono essere riscontrati in opere come la “Grande Tavola” realizzata per Volterra 73, e la “Porta a mare” (1976) collocata nel litorale di Pesaro.
La sua grande sapienza artigianale lo porterà ad una indagine continua, non solo delle forme ma anche dei volumi; che dagli anni Ottanta si legano agli spazi urbani della città.
Gli anni Ottanta e Novanta sono inoltre caratterizzati dal ciclo di opere denominate Grandi tavole dei segni, di notevoli dimensioni e realizzate impiegando un legno durissimo dal colore bruno-ruggine, l’azobè, ricavato da gigantesche piante africane che, proprio per la mancanza di venature, si presta ad essere decorato con motivi geometrici e lineari.
Nel 1996 diventa Assessore alla Cultura del comune di Pesaro e direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria, fino al 2000.
Di questo periodo va ricordata la scultura “Il Grande Segno” (collocata presso Brufa, in provincia di Perugia) realizzata con una trave lamellare di legno di rovere alta 10 metri, che diventerà “una sorta di simbolo primitivo che qualifica in chiave estetica un ambiente rurale riconducendolo a epoche remote”¹.
Nel 2001 la “Croce” in legno di abete, intarsiata e colorata di rosso, viene collocata davanti alla chiesa di Santa Croce a Pesaro, dove assumerà la valenza di un totem cristiano sommesso in una religiosità neutra, senza dogmi, ma aperto al dialogo con lo spazio circostante.
Le opere di questi anni si ergono autonomamente nello spazio e si caratterizzano per una nuova tassellatura, scolpita in forme zigzagate e segnate da campiture di terra rossa, come le opere che espone in occasione della mostra "Sculture sotto il cielo", organizzata nel 2001 al Furlo di Fermignano.

Il forte legame con il territorio lo vedrà infine impegnato su diversi fronti, da quello religioso a quello propriamente commemorativo, che lo porterà a lasciare una traccia del suo percorso artistico in diversi luoghi della provincia; dal Crocifisso ligneo alla pala policroma per la parrocchia del Cristo Re a Pesaro, dalla statua di Padre Kolbe presso la chiesa di Casteldimezzo, alla “Fontana di 1° maggio” a Pesaro, fino ai monumenti ai caduti per Gabicce e Montelabbate, solo per citarne alcuni.


¹ Sguanci; trame di legni, a cura di Leo Strozzieri, cat. mostra Mole Vanvitelliana di Ancona 23 aprile – 26 giugno 2005, Edizioni Comune di Ancona, 2005, p. 38

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